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ESTRATTO DELL'INTERVENTO DI CARLO CARPRIA IN OCCASIONE DEL FORUM DELLA COMUNICAZIONE
Di seguito pubblichiamo in anteprima , l'estratto del "Rapporto sugli Scenari dell'evoluzione dell'Economia Italiana" del Dott. Carlo Capria, il dossier integrale sarà scaricabile dai soci Physeon, nella sezione riservata.
La complessità del sistema economico italiano ha determinato nel corso degli anni un continuo, articolato e complesso intervento del Governo a favore dello sviluppo delle nostre aziende ed in particolare delle Piccole e Medie Imprese.
Queste rappresentano il vero tessuto vitale dell' economia del nostro Paese data la loro capacità di innovarsi, di adattarsi velocemente alle esigenze del mercato, la loro flessibilità e creatività.
Il mercato italiano è oggi uno dei principali snodi dei traffici internazionali di beni e prodotti. Con i partner comunitari, le economie dell'America del Nord e i grandi colossi asiatici (Cina, India e Giappone) rappresenta infatti l'asse portante del commercio estero mondiale: l'Italia è tra i primi dieci paesi che registrano i più alti tassi di scambio su scala internazionale, con un giro d'affari di circa 500 miliardi di dollari.
Del totale delle attività produttive, sono ben 181.056 imprese che effettuano operazioni di export, con un trend annuo in continua crescita.
In tale contesto una funzione indubbiamente trainante per il processo di sviluppo del sistema economico italiano è quella dei Distretti Industriali.
Oggi la Federazione dei Distretti ufficializzata il 23 febbraio 2009 ha allargato il concetto del distretto ed ha ridisegnato la mappa dell' Italia distrettuale dandosi una nuova governance.
Basta distretto con territorio delineato, ma Italia suddivisa in Quattro Macro Distretti, ora diventati Cluster classificati secondo le 4 A del Made in Italy: Abbigliamento Moda, Cuoio, Calzature; Alimentare-Agroindustriale-
Ittico;Automazione Meccanica; Arredo casa.Settori questi che hanno dimostrato tutta la loro grande competitività e stanno tenendo bene.
Ogni cluster abbraccerà piu' regioni e potrà andare dal nord al sud in quanto adesso il suo riferimento non è piu' il territorio, bensi' il comparto industriale di pertinenza. Il processo di internazionalizzazione vede le aziende andare all'estero non tanto e non solo per il più basso costo del lavoro ma, soprattutto, per sviluppare l'impresa e per entrare in mercati che sarebbero difficilmente conquistabili rimanendo nell' area di origine. Gli imprenditori possono quindi confidare nel sistema Paese perché, aldilà della crisi in atto, l'Italia ha dei punti di forza inconfutabili, che la candidano nell'Europa e insieme all'Europa a superare la crisi prima degli altri uscendone piu forte di prima....
Le strategie anticrisi delle Regioni: tutte le misure a favore delle imprese
Chi ha stanziato i fondi - di Marco Morino e Eugenio Bruno - Sole 24 ore
VENETO
La Regione ha deliberato lo stanziamento di 3,6 milioni in un fondo speciale proposto da Confindustria, attraverso Neafidi, che sarà operativo già a metà novembre con la partecipazione di banche e Camere di commercio. La dotazione prevista del fondo è di 350 milioni. Per il potenziamento dei rispettivi Confidi la Regione ha stanziato anche 1,2 milioni per i commercianti e 10 milioni per gli artigiani.
Sempre la Regione ha previsto di attingere ai fondi europei per ulteri stanziamenti a favore dei Consorzi di garanzia per 35 milioni, in grado di fare da moltiplicatore per la cifra finale disponibile
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
La Provincia autonoma ha varato vari provvedimenti fra cui il potenziamento della Cassa del Trentino, con un aumento di capitale di 5 milioni, per aumentare la provvista finanziaria degli operatori locali; risorse supplementari per 50 milioni passate dalla Cassa al Mediocredito per interventi in favore delle imprese; ulteriori iniezioni di liquidità per complessivi 140 milioniper regolarizzare la gestione finanziaria di imoprese ed enti, misure finanziarie di sostegno ai Comuni per accelerare gli appalti di opere pubbliche
Chi ha deliberato
PIEMONTE
Il 20 ottobre la Regione ha istituito un comitato d'indirizzo che dovrà stabilire le linee strategiche e le priorità d'indirizzo delle misure anti-crisi e un comitato tecnico a cui spetteranno il monitoraggio e l'osservazione. Inoltre il presidente Mercedes Bresso ha annunciato che costituirà una task force con i maggiori istituti di garanzia e con le banche; obiettivo: non interrompere il flusso del credito nei confronti delle aziende fino a 250 dipendenti
In più sarà rivista la destinazione dei fondi europei Fas, con il dirottamento di 50 milioni sul fondo Geremy, uno strumento che potrà essere usato anche per l'eventuale ingresso diretto (ma temporaneo) nel capitale delle imprese in difficoltà
LAZIO
Con un decreto del presidente Piero Marrazzo è stato istituito un comitato tecnico paritario regione-imprese che nel giro di due settimane darà concreto impulso al piano anti-crisi . Tale piano, che la Regione ha discusso ma non ancora deliberato, prevede cinque linee di aiuto: sostegno dei Confidi (tra i 5 e i 10 milioni di euro); ricapitalizzazione delle imrpese (10 milioni elevabili a 20 con la partecipazione della camera di commercio); attivazione di Banca impresa Lazio (con 10 milioni di euro) per attivare con Bnl una linea di credito per le imprese da 75 milioni di euro; accordo (dal valore di 20 milioni di euro) Banca impresa Lazio-Confidi per garantire 250 milioni di euro di garanzia al credito; prestiti agevolati gestiti da Sviluppo Lazio (con un costo di 60 milioni di euro nel 2008 e altrettanti nel 2009)
Chi ha individuato le risorse
VALLE D'AOSTA
Nel bilancio di previsione 2009 verrà istituito un fondo polmone, dell'ammontare di 3 milioni di euro, per affrontare le emergenze; saranno accelerati i tempi di pagamento delle fatture che le imprese presentano alla Regione
LIGURIA
Alla prossima riunione di Giunta, l'assessore allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, presenterà un piano articolato su quattro interventi: due milioni di euro di risorse, da reperire nel bilancio, per potenziare i Confidi liguri; creazione di un fondo di rotazione per piccole e medie imprese al fine di concedere aiuti per gli investimenti di tipo produttivo; accelerare le procedure relative al finanziamento dei progetti dei Comuni per le riqualificazioni urbane e i progetti delle Province per la valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta, complessivamente, di 180 milioni di euro; accelerare il piano annuale per l'artigianato e la pubblicazione del bando per gli incentivi alle imprese commerciali (10-12 milioni di euro)
LOMBARDIA
Il piano regionale punta a mobilitare complessivamente almeno 1 miliardo di euro a favore delle piccole e medie imprese attraverso un duplice livello di intervento: rimodulare e incrementare fondi di garanzia, rimodulare i finanziamenti e i fondi (in particolare europei) per lo sviluppo, in alleanza con le banche e in raccordo con l'Unione europea
FRIULI VENEZIA GIULIA
La settimana prossima il Consiglio regionale approverà lo storno di 10 milioni di euro destinati alla creazione di un fondo di co-garanzia accanto a Confidi che, una volta raggiunto l'accordo con le banche, punta a generare garanzie di credito per le imrpese di 200-300 milioniIn più la finanziaria regionale Friulia ha deciso di sostenere le Pmi che dovessero entrare in crisi. Il piano prevede l'assegnazione di un massimo di 15 milioni di euro alla ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia. Attraverso questo fondo Friulia potrà partecipare al capitale delle aziende con l'obiettivo di uscirne non appena saranno di nuovo in grado di camminare da sole. Nell'operazione Friulia potrà coinvolgere altre finanziarie regionali come il Mediocredito e Finest.
EMILIA ROMAGNA
La Regione ha deciso di aumentare per il 2009 il credito agevolato: se nel 2007 e nel 2008 le imprese avevano a disposizione 40 milioni, dal primo gennaio la cifra sale a 50 milioni.
- Regione e banche si incontreranno in questi giorni e, fra le altre cose, la Regione dovrebbe comunicare agli istituti bancari la decisione di far transitare le risorse del credito agevolato solo tramite quelle banche che garantiranno, in questo momento, sostegno al settore produttivo
MARCHE
È in corso di definizione un fondo di garanzia di secondo livello da 10 milioni, finanziato al 50% dalla Regione e per la restante parte dalle fondazioni bancarie.
Durante l'incontro avuto ieri a Roma con il ministro Scajola, in conseguenza della crisi della Antonio Merloni, la Regione Marche - unitamente a Umbria ed Emilia-Romagna - hanno chiesto l'applicazione di un accordo di programma, prevedendo, fra le varie cose, un plafond di ammortizzatori in deroga per le imprese con meno di 15 dipendenti
TOSCANA
Contro la probabile stretta creditizia per le imprese, la Toscana pensa a potenziare i fondi di garanzia. In particolare si punta a un nuovo fondo di garanzia per gli investimenti, pari a 33 milioni di euro, in corso di definizione presso la Commissione Ue. Altri 15 milioni di euro potrebbero andare a potenziare i fondi regionali.
Ieri, 21 ottobre, a Siena la Regione Toscana ha presentato Toscana Innovazione, il nuovo fondo da 45 milioni di euro gestito da Sici, società di gestione del risparmio costituita nel 1998, cui la Regione partecipa con quasi 18 milioni e la Fondazione Mps con 9: un fondo di venture capital per finanziare le idee innovative di aziende che ancora non esistono e l'espansione di piccole e medie imprese che intendono rinnovarsi.
UMBRIA
Per la giornata odierna è stato convocato un "tavolo del credito". Regione e banche si incontreranno per discutere dell'istituzione di un fondo di garanzia che - nelle intenzioni - dovrebbe avere una dotazione intorno ai 10 milioni.
Rifinanziamento della legge 949/52 (finanziamenti agevolati alle aziende artigiane) con una dote di 10 milioni in cinque anni.
CAMPANIA
In arrivo per i Confidi campani 20 milioni di euro, che si aggiungeranno ai 5 milioni già stanziati e previsti dalla legge regionale per questa tipologia di strumenti finanziari; le risorse saranno prelevate dal fondo di garanzia regionale gestito da Artigiancassa; riapertura del bando per il consolidamento delle passività a breve
MOLISE
Tre le linee di intervento discusse in Giunta: Fondi di garanzia per la copertura dei crediti bancari delle pmi (20 milioni di euro); Interventi di consolidamento delle passività attraverso finanziaria regionale (50 milioni di euro); semplificazione delle procedure
PUGLIA
Verrà creato un Fondo di garanzia da 50 milioni di euro per aiutare le banche a sostenere soprattutto le Pmi; anticipazione di cassa per 700/800 milioni di euro per i creditori della Regione in attesa dei fondi ministeriali; fondi Ue per 50 milioni per microimpresa per soggetti deboli (giovani e donne); tavolo semplificazione amministrativa per accelerazione procedimenti autorizzatori.
SICILIA
La Regione siciliana ha annunciato di voler accogliere la proposta di Confindustria sicilia di istituire un fondo di garanzia per il credito alle imprese. Nelle commissioni di merito dell'assemblea regionale siciliana è stata presentata da Assoconfidi Sicilia (associazione che raggruppa 26 Confindi dell'isola) un articolo unico che prevede lo stanziamento di 30 milioni per il 2008 per i fondi rischi dei Confidi
Chi sta programmando.....
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
Il presidente Durwalder ha appena concluso un giro di consultazioni con tutti i soggetti interessati e si sta per varare un pacchetto che comprenderà il potenziamento delle garanzie dei Confifi, la riduzione dei tempi di pagamento da parte della Pa, l'anticipo per quanto possibile del programma di opere pubbliche, la frammentazione degli appalti per incrementare la partecipazione delle imprese locali ed incentivi a ricerca e innovazione
CALABRIA
La Giunta regionale ha annunciato misure di sostegno alle imprese sul fronte del credito con l'abbattimentio degli interessi e della produzione. Siamo ancora, però, all'annuncio generico
SARDEGNA
La Regione non ha ancora deliberato misure a favore delle imprese. Sta però predisponendo la Finanziaria 2009, nella quale potrebbero essere recepite le richieste già avanzate dalle parti sociali al pesidente e all'assessore al Bilancio; gli interventi possibili sono due:
potenziamento del Conzorzio fidi (già esistente), per favorire l'accesso al credito;ampliamento della platea di imprese che accedono all'applicazione dell'aliquota Irap agevolata (ridotta, cioè di un punto percentuale rispetto all'aliquota nazionale pari a 3,9% a partire dal 2008)
BASILICATA
C'è stato un incontro tra Regione, Abi e Confindustria, ma siamo ancora nella fase di capire come muoversi. L'intervento dovrebbe snodarsi su tre linee: chiedere al Governo di utilizzare un fondo di garanzia nazionale con l'aiuto di Stato a sostegno delle grandi imprese del mobile; creare un fondo regionale che da un lato utilizza i fondi Por per gli investimenti e dall'altro risorse della Regione destinate in maniera esclusiva alle Pmi «per poter operare in regime de minimis»; destinare 2 milioni ai Confidi cercando anche di promuovere forme di aggregazione
Chi é ancora fermo
ABRUZZO
Al momento non sono stati presi provvedimenti
ECONOMIA
Via al "Fondo dei fondi" per le imprese innovative del Sud
di Carmine Fotina
Ottanta milioni dallo Stato e altrettanti dai privati. Parte con una dote da 160 milioni di euro il "Fondo dei fondi" che dovrebbe dare una spinta alle iniziative di venture capital nelle imprese innovative delle regioni meridionali. Il progetto, che risale al 2005, è stato sbloccato dopo una serie di ritardi e di difficoltà, compreso il ricorso di una delle Sgr (Società di gestione del risparmio) risultate perdenti dopo la gara che ha assegnato le risorse pubbliche. A presentare l'iniziativa è stato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. L'obiettivo è far decollare le Pmi del Sud - incluse Abruzzo e Molise - che fanno innovazione di prodotto o di processo attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali, con preferenza verso il settore dell'information technology.
Il meccanismo, in sintesi, prevede che lo Stato attraverso il Dipartimento per l'innovazione investa nei fondi coinvolti, con un investimento limitato al 50% del patrimonio complessivo e per una durata non superiore a dieci anni. Il Fondo di venture capital, anche grazie all'investimento pubblico, supporterà imprese a carattere innovativo.
«Mettiamo sul piatto 80 milioni - dice Brunetta - e l'impegno a limitare la nostra remunerazione: infatti al Dipartimento sarà riconosciuto un rendimento che non può superare l'Euribor della data della sottoscrizione delle quote, maggiorato di due punti percentuali per ogni anno di durata dell'investimento». Alle quattro Sgr selezionate dal ministero (Vertis, Quantica, San Paolo Imi Fondi Chiusi, Vegagest) andrà il compito di selezionare i progetti da finanziare, per un valore massimo di 2,5 milioni.
CONSUMATORI
Circolazione Stradale, UNA BUONA NOTIZIA !
Photored. Se il vigile non c'è la multa è illegittima, ma solo fino al 2003
Cassazione, II sez. CIVILE, sen. n. 7388 del 26 marzo 2009
"Se è vero che in alcune sentenze questa Corte ha ritenuto ammissibile la contestazione non immediata dell'infrazione, pure tanto ha fatto legando tale differimento a precise condizioni, particolarmente specificate in tema si rilevamento a mezzo autovelox di eccesso di velocità, condizioni che non ricorrono nel diverso caso di attraversamento di incrocio con luce semaforica rossa, che, anzi, lascerebbe presupporre una velocità non elevata; in secondo luogo, l'assenza non occasionale di agenti operanti sul posto non appare affatto consona all'utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico nè appare superabile alla luce del disposto dell'art. 384 che ha natura regolamentare e, quindi, secondaria rispetto alla disposizione legislativa che, in astratto, prevede comunque come regola generale la contestazione immediata.".
Con questa recente pronuncia la Cassazione boccia il sistema di rilevamento automatico Photored F17, mediante il quale, nel caso in oggetto, era stato individuato e sanzionato un conducente che attraversava un incrocio con il rosso. La Corte nell'accogliere il ricorso del conducente, che lamentava l'assenza di vigili sul posto, evidenzia come "la mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso, preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile, così eludendo ex ante il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci".
E' opportuno rilevare comunque che tale pronuncia è applicabile solo alle infrazioni contestate in giorno antecedente al 13.08.2003, data dalla quale entra in vigore la modifica apportate al testo dell'art. 201 del Nuovo codice della strada (aggiunta del comma 1bis), che di fatto aumenta la platea dei casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle infrazioni.
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Il mercato italiano è oggi uno dei principali snodi dei traffici internazionali di beni e prodotti. Con i partner comunitari, le economie dell'America del Nord e i grandi colossi asiatici (Cina, India e Giappone) rappresenta infatti l'asse portante del commercio estero mondiale: l'Italia è tra i primi dieci paesi che registrano i più alti tassi di scambio su scala internazionale, con un giro d'affari di circa 500 miliardi di dollari.
Del totale delle attività produttive, sono ben 181.056 imprese che effettuano operazioni di export, con un trend annuo in continua crescita.
In tale contesto una funzione indubbiamente trainante per il processo di sviluppo del sistema economico italiano è quella dei Distretti Industriali.
Oggi la Federazione dei Distretti ufficializzata il 23 febbraio 2009 ha allargato il concetto del distretto ed ha ridisegnato la mappa dell' Italia distrettuale dandosi una nuova governance.
Basta distretto con territorio delineato, ma Italia suddivisa in Quattro Macro Distretti, ora diventati Cluster classificati secondo le 4 A del Made in Italy: Abbigliamento Moda, Cuoio, Calzature; Alimentare-Agroindustriale-
Ittico;Automazione Meccanica; Arredo casa.Settori questi che hanno dimostrato tutta la loro grande competitività e stanno tenendo bene.
Ogni cluster abbraccerà piu' regioni e potrà andare dal nord al sud in quanto adesso il suo riferimento non è piu' il territorio, bensi' il comparto industriale di pertinenza. Il processo di internazionalizzazione vede le aziende andare all'estero non tanto e non solo per il più basso costo del lavoro ma, soprattutto, per sviluppare l'impresa e per entrare in mercati che sarebbero difficilmente conquistabili rimanendo nell' area di origine. Gli imprenditori possono quindi confidare nel sistema Paese perché, aldilà della crisi in atto, l'Italia ha dei punti di forza inconfutabili, che la candidano nell'Europa e insieme all'Europa a superare la crisi prima degli altri uscendone piu forte di prima....
Le strategie anticrisi delle Regioni: tutte le misure a favore delle imprese
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ESTRATTO DELL'INTERVENTO DI CARLO CARPRIA IN OCCASIONE DEL FORUM DELLA COMUNICAZIONE
Di seguito pubblichiamo in anteprima , l'estratto del "Rapporto sugli Scenari dell'evoluzione dell'Economia Italiana" del Dott. Carlo Capria, il dossier integrale sarà scaricabile dai soci Physeon, nella sezione riservata.
La complessità del sistema economico italiano ha determinato nel corso degli anni un continuo, articolato e complesso intervento del Governo a favore dello sviluppo delle nostre aziende ed in particolare delle Piccole e Medie Imprese.
Queste rappresentano il vero tessuto vitale dell' economia del nostro Paese data la loro capacità di innovarsi, di adattarsi velocemente alle esigenze del mercato, la loro flessibilità e creatività.
Il mercato italiano è oggi uno dei principali snodi dei traffici internazionali di beni e prodotti. Con i partner comunitari, le economie dell'America del Nord e i grandi colossi asiatici (Cina, India e Giappone) rappresenta infatti l'asse portante del commercio estero mondiale: l'Italia è tra i primi dieci paesi che registrano i più alti tassi di scambio su scala internazionale, con un giro d'affari di circa 500 miliardi di dollari.
Del totale delle attività produttive, sono ben 181.056 imprese che effettuano operazioni di export, con un trend annuo in continua crescita.
In tale contesto una funzione indubbiamente trainante per il processo di sviluppo del sistema economico italiano è quella dei Distretti Industriali.
Oggi la Federazione dei Distretti ufficializzata il 23 febbraio 2009 ha allargato il concetto del distretto ed ha ridisegnato la mappa dell' Italia distrettuale dandosi una nuova governance.
Basta distretto con territorio delineato, ma Italia suddivisa in Quattro Macro Distretti, ora diventati Cluster classificati secondo le 4 A del Made in Italy: Abbigliamento Moda, Cuoio, Calzature; Alimentare-Agroindustriale-
Ittico;Automazione Meccanica; Arredo casa.Settori questi che hanno dimostrato tutta la loro grande competitività e stanno tenendo bene.
Ogni cluster abbraccerà piu' regioni e potrà andare dal nord al sud in quanto adesso il suo riferimento non è piu' il territorio, bensi' il comparto industriale di pertinenza. Il processo di internazionalizzazione vede le aziende andare all'estero non tanto e non solo per il più basso costo del lavoro ma, soprattutto, per sviluppare l'impresa e per entrare in mercati che sarebbero difficilmente conquistabili rimanendo nell' area di origine. Gli imprenditori possono quindi confidare nel sistema Paese perché, aldilà della crisi in atto, l'Italia ha dei punti di forza inconfutabili, che la candidano nell'Europa e insieme all'Europa a superare la crisi prima degli altri uscendone piu forte di prima....
Le strategie anticrisi delle Regioni: tutte le misure a favore delle imprese
Chi ha stanziato i fondi - di Marco Morino e Eugenio Bruno - Sole 24 ore
VENETO
La Regione ha deliberato lo stanziamento di 3,6 milioni in un fondo speciale proposto da Confindustria, attraverso Neafidi, che sarà operativo già a metà novembre con la partecipazione di banche e Camere di commercio. La dotazione prevista del fondo è di 350 milioni. Per il potenziamento dei rispettivi Confidi la Regione ha stanziato anche 1,2 milioni per i commercianti e 10 milioni per gli artigiani.
Sempre la Regione ha previsto di attingere ai fondi europei per ulteri stanziamenti a favore dei Consorzi di garanzia per 35 milioni, in grado di fare da moltiplicatore per la cifra finale disponibile
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
La Provincia autonoma ha varato vari provvedimenti fra cui il potenziamento della Cassa del Trentino, con un aumento di capitale di 5 milioni, per aumentare la provvista finanziaria degli operatori locali; risorse supplementari per 50 milioni passate dalla Cassa al Mediocredito per interventi in favore delle imprese; ulteriori iniezioni di liquidità per complessivi 140 milioniper regolarizzare la gestione finanziaria di imoprese ed enti, misure finanziarie di sostegno ai Comuni per accelerare gli appalti di opere pubbliche
Chi ha deliberato
PIEMONTE
Il 20 ottobre la Regione ha istituito un comitato d'indirizzo che dovrà stabilire le linee strategiche e le priorità d'indirizzo delle misure anti-crisi e un comitato tecnico a cui spetteranno il monitoraggio e l'osservazione. Inoltre il presidente Mercedes Bresso ha annunciato che costituirà una task force con i maggiori istituti di garanzia e con le banche; obiettivo: non interrompere il flusso del credito nei confronti delle aziende fino a 250 dipendenti
In più sarà rivista la destinazione dei fondi europei Fas, con il dirottamento di 50 milioni sul fondo Geremy, uno strumento che potrà essere usato anche per l'eventuale ingresso diretto (ma temporaneo) nel capitale delle imprese in difficoltà
LAZIO
Con un decreto del presidente Piero Marrazzo è stato istituito un comitato tecnico paritario regione-imprese che nel giro di due settimane darà concreto impulso al piano anti-crisi . Tale piano, che la Regione ha discusso ma non ancora deliberato, prevede cinque linee di aiuto: sostegno dei Confidi (tra i 5 e i 10 milioni di euro); ricapitalizzazione delle imrpese (10 milioni elevabili a 20 con la partecipazione della camera di commercio); attivazione di Banca impresa Lazio (con 10 milioni di euro) per attivare con Bnl una linea di credito per le imprese da 75 milioni di euro; accordo (dal valore di 20 milioni di euro) Banca impresa Lazio-Confidi per garantire 250 milioni di euro di garanzia al credito; prestiti agevolati gestiti da Sviluppo Lazio (con un costo di 60 milioni di euro nel 2008 e altrettanti nel 2009)
Chi ha individuato le risorse
VALLE D'AOSTA
Nel bilancio di previsione 2009 verrà istituito un fondo polmone, dell'ammontare di 3 milioni di euro, per affrontare le emergenze; saranno accelerati i tempi di pagamento delle fatture che le imprese presentano alla Regione
LIGURIA
Alla prossima riunione di Giunta, l'assessore allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, presenterà un piano articolato su quattro interventi: due milioni di euro di risorse, da reperire nel bilancio, per potenziare i Confidi liguri; creazione di un fondo di rotazione per piccole e medie imprese al fine di concedere aiuti per gli investimenti di tipo produttivo; accelerare le procedure relative al finanziamento dei progetti dei Comuni per le riqualificazioni urbane e i progetti delle Province per la valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta, complessivamente, di 180 milioni di euro; accelerare il piano annuale per l'artigianato e la pubblicazione del bando per gli incentivi alle imprese commerciali (10-12 milioni di euro)
LOMBARDIA
Il piano regionale punta a mobilitare complessivamente almeno 1 miliardo di euro a favore delle piccole e medie imprese attraverso un duplice livello di intervento: rimodulare e incrementare fondi di garanzia, rimodulare i finanziamenti e i fondi (in particolare europei) per lo sviluppo, in alleanza con le banche e in raccordo con l'Unione europea
FRIULI VENEZIA GIULIA
La settimana prossima il Consiglio regionale approverà lo storno di 10 milioni di euro destinati alla creazione di un fondo di co-garanzia accanto a Confidi che, una volta raggiunto l'accordo con le banche, punta a generare garanzie di credito per le imrpese di 200-300 milioniIn più la finanziaria regionale Friulia ha deciso di sostenere le Pmi che dovessero entrare in crisi. Il piano prevede l'assegnazione di un massimo di 15 milioni di euro alla ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia. Attraverso questo fondo Friulia potrà partecipare al capitale delle aziende con l'obiettivo di uscirne non appena saranno di nuovo in grado di camminare da sole. Nell'operazione Friulia potrà coinvolgere altre finanziarie regionali come il Mediocredito e Finest.
EMILIA ROMAGNA
La Regione ha deciso di aumentare per il 2009 il credito agevolato: se nel 2007 e nel 2008 le imprese avevano a disposizione 40 milioni, dal primo gennaio la cifra sale a 50 milioni.
- Regione e banche si incontreranno in questi giorni e, fra le altre cose, la Regione dovrebbe comunicare agli istituti bancari la decisione di far transitare le risorse del credito agevolato solo tramite quelle banche che garantiranno, in questo momento, sostegno al settore produttivo
MARCHE
È in corso di definizione un fondo di garanzia di secondo livello da 10 milioni, finanziato al 50% dalla Regione e per la restante parte dalle fondazioni bancarie.
Durante l'incontro avuto ieri a Roma con il ministro Scajola, in conseguenza della crisi della Antonio Merloni, la Regione Marche - unitamente a Umbria ed Emilia-Romagna - hanno chiesto l'applicazione di un accordo di programma, prevedendo, fra le varie cose, un plafond di ammortizzatori in deroga per le imprese con meno di 15 dipendenti
TOSCANA
Contro la probabile stretta creditizia per le imprese, la Toscana pensa a potenziare i fondi di garanzia. In particolare si punta a un nuovo fondo di garanzia per gli investimenti, pari a 33 milioni di euro, in corso di definizione presso la Commissione Ue. Altri 15 milioni di euro potrebbero andare a potenziare i fondi regionali.
Ieri, 21 ottobre, a Siena la Regione Toscana ha presentato Toscana Innovazione, il nuovo fondo da 45 milioni di euro gestito da Sici, società di gestione del risparmio costituita nel 1998, cui la Regione partecipa con quasi 18 milioni e la Fondazione Mps con 9: un fondo di venture capital per finanziare le idee innovative di aziende che ancora non esistono e l'espansione di piccole e medie imprese che intendono rinnovarsi.
UMBRIA
Per la giornata odierna è stato convocato un "tavolo del credito". Regione e banche si incontreranno per discutere dell'istituzione di un fondo di garanzia che - nelle intenzioni - dovrebbe avere una dotazione intorno ai 10 milioni.
Rifinanziamento della legge 949/52 (finanziamenti agevolati alle aziende artigiane) con una dote di 10 milioni in cinque anni.
CAMPANIA
In arrivo per i Confidi campani 20 milioni di euro, che si aggiungeranno ai 5 milioni già stanziati e previsti dalla legge regionale per questa tipologia di strumenti finanziari; le risorse saranno prelevate dal fondo di garanzia regionale gestito da Artigiancassa; riapertura del bando per il consolidamento delle passività a breve
MOLISE
Tre le linee di intervento discusse in Giunta: Fondi di garanzia per la copertura dei crediti bancari delle pmi (20 milioni di euro); Interventi di consolidamento delle passività attraverso finanziaria regionale (50 milioni di euro); semplificazione delle procedure
PUGLIA
Verrà creato un Fondo di garanzia da 50 milioni di euro per aiutare le banche a sostenere soprattutto le Pmi; anticipazione di cassa per 700/800 milioni di euro per i creditori della Regione in attesa dei fondi ministeriali; fondi Ue per 50 milioni per microimpresa per soggetti deboli (giovani e donne); tavolo semplificazione amministrativa per accelerazione procedimenti autorizzatori.
SICILIA
La Regione siciliana ha annunciato di voler accogliere la proposta di Confindustria sicilia di istituire un fondo di garanzia per il credito alle imprese. Nelle commissioni di merito dell'assemblea regionale siciliana è stata presentata da Assoconfidi Sicilia (associazione che raggruppa 26 Confindi dell'isola) un articolo unico che prevede lo stanziamento di 30 milioni per il 2008 per i fondi rischi dei Confidi
Chi sta programmando.....
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
Il presidente Durwalder ha appena concluso un giro di consultazioni con tutti i soggetti interessati e si sta per varare un pacchetto che comprenderà il potenziamento delle garanzie dei Confifi, la riduzione dei tempi di pagamento da parte della Pa, l'anticipo per quanto possibile del programma di opere pubbliche, la frammentazione degli appalti per incrementare la partecipazione delle imprese locali ed incentivi a ricerca e innovazione
CALABRIA
La Giunta regionale ha annunciato misure di sostegno alle imprese sul fronte del credito con l'abbattimentio degli interessi e della produzione. Siamo ancora, però, all'annuncio generico
SARDEGNA
La Regione non ha ancora deliberato misure a favore delle imprese. Sta però predisponendo la Finanziaria 2009, nella quale potrebbero essere recepite le richieste già avanzate dalle parti sociali al pesidente e all'assessore al Bilancio; gli interventi possibili sono due:
potenziamento del Conzorzio fidi (già esistente), per favorire l'accesso al credito;ampliamento della platea di imprese che accedono all'applicazione dell'aliquota Irap agevolata (ridotta, cioè di un punto percentuale rispetto all'aliquota nazionale pari a 3,9% a partire dal 2008)
BASILICATA
C'è stato un incontro tra Regione, Abi e Confindustria, ma siamo ancora nella fase di capire come muoversi. L'intervento dovrebbe snodarsi su tre linee: chiedere al Governo di utilizzare un fondo di garanzia nazionale con l'aiuto di Stato a sostegno delle grandi imprese del mobile; creare un fondo regionale che da un lato utilizza i fondi Por per gli investimenti e dall'altro risorse della Regione destinate in maniera esclusiva alle Pmi «per poter operare in regime de minimis»; destinare 2 milioni ai Confidi cercando anche di promuovere forme di aggregazione
Chi é ancora fermo
ABRUZZO
Al momento non sono stati presi provvedimenti
ECONOMIA
Via al "Fondo dei fondi" per le imprese innovative del Sud
di Carmine Fotina
Ottanta milioni dallo Stato e altrettanti dai privati. Parte con una dote da 160 milioni di euro il "Fondo dei fondi" che dovrebbe dare una spinta alle iniziative di venture capital nelle imprese innovative delle regioni meridionali. Il progetto, che risale al 2005, è stato sbloccato dopo una serie di ritardi e di difficoltà, compreso il ricorso di una delle Sgr (Società di gestione del risparmio) risultate perdenti dopo la gara che ha assegnato le risorse pubbliche. A presentare l'iniziativa è stato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. L'obiettivo è far decollare le Pmi del Sud - incluse Abruzzo e Molise - che fanno innovazione di prodotto o di processo attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali, con preferenza verso il settore dell'information technology.
Il meccanismo, in sintesi, prevede che lo Stato attraverso il Dipartimento per l'innovazione investa nei fondi coinvolti, con un investimento limitato al 50% del patrimonio complessivo e per una durata non superiore a dieci anni. Il Fondo di venture capital, anche grazie all'investimento pubblico, supporterà imprese a carattere innovativo.
«Mettiamo sul piatto 80 milioni - dice Brunetta - e l'impegno a limitare la nostra remunerazione: infatti al Dipartimento sarà riconosciuto un rendimento che non può superare l'Euribor della data della sottoscrizione delle quote, maggiorato di due punti percentuali per ogni anno di durata dell'investimento». Alle quattro Sgr selezionate dal ministero (Vertis, Quantica, San Paolo Imi Fondi Chiusi, Vegagest) andrà il compito di selezionare i progetti da finanziare, per un valore massimo di 2,5 milioni.
CONSUMATORI
Con questa recente pronuncia la Cassazione boccia il sistema di rilevamento automatico Photored F17, mediante il quale, nel caso in oggetto, era stato individuato e sanzionato un conducente che attraversava un incrocio con il rosso. La Corte nell'accogliere il ricorso del conducente, che lamentava l'assenza di vigili sul posto, evidenzia come "la mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso, preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile, così eludendo ex ante il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci".
E' opportuno rilevare comunque che tale pronuncia è applicabile solo alle infrazioni contestate in giorno antecedente al 13.08.2003, data dalla quale entra in vigore la modifica apportate al testo dell'art. 201 del Nuovo codice della strada (aggiunta del comma 1bis), che di fatto aumenta la platea dei casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle infrazioni.
ECONOMIA
QUALI STRATEGIE PER BATTERE LA CRISI?
Qualità, design, innovazione: il tris sul quale puntano maggiormente le imprese medie italiane per superare la crisi. E' quello che risulta dall'indagine Unioncamere-Mediobanca, presentata a Roma il 25 marzo scorso. L'Indagine svolta a fine febbraio 2009 da Unioncamere su un campione rappresentativo delle 4.345 medie imprese attive al 2006 ha analizzato vari aspetti tra i quali le strategie messe a punto dalle medie imprese per superare la crisi. Nel confronto tra 2006 e 2008, come dato interessante, è risultato l'avanzamento del marchio come strategia aziendale dal quinto posto del 2006 al secondo del 2008.
Ecco in sintesi i risultati sulle strategie per superare la crisi presentati da Claudio Gagliardi del Centro Studi Unioncamere:
VANTAGGI COMPETITIVI DELLE MEDIE IMPRESE NEL 2008
Qualità, design, innovazione: 58,0%
Marchio aziendale: 18,0%
Personalizzazione: 10,4%
Assistenza al cliente: 5,8%
Canali distributivi: 1,9%
Quali saranno, invece, le strategie che verranno messe a punto nel 2009?
L'indagine ha risposto anche a questa domanda puntualizzando che la crisi non ha fermato la spinta allo sviluppo delle medie imprese, che sono diffuse le strategie difensive come la riduzione prezzi e che in prospettiva, può rappresentare una criticità la quota del 54,5% che non intende intervenire sull'upgrading dei prodotti.
Ecco i risultati elaborati e presentati da Claudio Gagliardi del Centro Studi Unioncamere::
LE STRATEGIE CHE NEL 2009 LE MEDIE IMPRESE ADOTTERANNO PER AFFRONTARE LA CRISI
Contenimento prezzi 26,6
Lancio nuovi prodotti 21,3
Maggiore innovazione nei prodotti esistenti 13,9
Ricerca nuovi clienti nei mercati serviti 10,6
Personalizzazione prodotti 10,3
Promozione e pubblicità (rafforzam. marchio) 9,6
Rete commerciale (accordi con intermediari, rafforzam. rete vendita) 3,7
Altro (assistenza clienti, fiere) 2,7
Ricerca nuovi clienti in nuovi mercati 1,3
SALUTE
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FINANZA CREATIVA PER BATTERE LA CRISI
Il prestito peer to peer: cos'è e come funziona
di Francesco Napoletano
In questo periodo di crisi per l'economia l'accesso al credito è sempre più difficoltoso e non ci sono molti investimenti che rendano cifre interessanti in sicurezza. L'idea di prestito "peer-to-peer" è nata nel Nord Europa qualche anno fa ed è arrivata da noi solo recentemente.
L'idea è semplice: il concetto di peer-to-peer tanto caro a chi condivide online musica e contenuti multimediali ha trovato spazio anche in altri campi diversi da quello prettamente tecnologico: quello dei prestiti tra persone, in inglese social lending.
Questo tipo di piccoli prestiti (ovviamente non si può chiedere un mutuo per la casa) offre un duplice vantaggio per gli utilizzatori: chi presta denaro e chi lo riceve percepisce mediamente una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dal mercato bancario attuale.
Come mai? Semplice. I costi di intermediazione sono ridotti al minimo (un po' come succede con le assicurazioni online ad esempio), in quanto il prestatore e il contraente del prestito vengono messi in comunicazione diretta (di solito via Internet) attraverso una società che fa da garante in caso di morosità.
In parole povere: se presto soldi ammortizzo il rischio perché ad esempio presto il mio capitale in mini-tranche di piccolo importo a diversi utenti (ottenendo rendimenti più alti rispetto ad altri tipi di investimento), se richiedo un prestito i tassi di interesse di solito sono più bassi rispetto ad una finanziaria o ad una banca tradizionale e la struttura organizzativa, nonostante i controlli siano gli stessi rispetto ad una finanziaria normale (giustamente), è più snella.
Ad ogni utente che richiede un prestito viene assegnato un rating, che indica (con una o più lettere, AAA AB, B, C, ecc...) quanto questo sia affidabile, esattamente come fanno le banche. Più il livello di rating è basso e più i tassi di interesse dovrebbero, in teoria, essere alti per compensare il rischio assunto dai prestatori (che è minimo, ma comunque c'è). In caso di morosità, la società intermediaria attiva velocemente un programma di recupero crediti, come se si trattasse di una banca vera.
E' legale questa cosa in Italia? Assolutamente sì. Tanto è vero che sono già attive diverse piattaforme che permettono, a chi voglia investire in questo settore di prestare soldi "via peer-to-peer".
Siti come Zopa e Boober sono già cliccatissimi ed è possibile cominciare subito a prestare soldi ad altre persone come te. Ovviamente i rischi ci sono (come in tutte le cose) ma con il consueto "sale in zucca" quella del prestito p2p è una nuova alternativa ai consueti canali.
ECONOMIA SOSTENIBILE
«Fa' la cosa giusta!» Occhio al futuro. Sarà sostenibile Boom del consumo critico tra car sharing e Gas, eccellenze alimentari e bookcrossing
| La fiera del commercio equo |
Partiamo dai numeri, più che eloquenti. Nel 2004, anno di esordio della fiera del consumo critico «Fa' la cosa giusta», il bilancio fu di 13mila visitatori, con 100 espositori in una location trendy ma piccola, il Superstudio. L'anno scorso, quinta edizione, 40mila visitatori, 400 espositori, debutto a FieraMilanoCity. Cosa si poteva ipotizzare in questo 2009, annus horribilis dell'economia, considerando l'affanno di fiere artigianali prestigiose? Un'improvvisa débacle? E invece Miriam Giovanzana, di Terre di Mezzo, ente organizzatore dell'evento, da domani a domenica a FieraMilanoCity, snocciola dati in controtendenza: lista d'attesa per gli espositori, a quota 520, 21mila metri quadri di spazio. «È una bella iniezione di fiducia — sottolinea — settori da sempre indicati come alternativi o minoritari resistono e investono, creando occupazione e ricchezza». Con orgoglio aggiunge poi che la fiera «è diventata quello che abbiamo sempre sperato: una piazza. Non si va solo a vedere, ma ci si ferma, si scambiano conoscenze, si creano rapporti di fiducia e si mettono le basi per un cammino congiunto verso un futuro sostenibile». La sfida di questa edizione è la mobilità sostenibile. «L'Italia è fondata su benzina, asfalto e auto privata — racconta il curatore, Giovanni Petrini — ma le alternative esistono e vanno incentivate. Nella sezione "Viaggiare Leggeri" presentiamo nuove bici (come le ultrapieghevoli Bromton), parliamo di car sharing, car pooling, servizi di trasporto a chiamata, auto elettriche e rendiamo pubblica l'EcoTopTen09, la graduatoria delle macchine a minor impatto ambientale». Un'altra novità è «Sprigioniamoci », un percorso di forte impatto emotivo — anche per la presenza del teatro a gradoni del Carcere di Bollate, smontato e rimontato — fra cooperative che operano all'interno degli istituti di pena, con le eccellenze nel campo alimentare, tessile, cosmetico, della falegnameria e floricoltura. Ai milanesi piacerà l'iniziativa «Madia e Spiga» (sezione «Mangia come parli»): è di un Gas, Gruppo di Acquisto Solidale, che ha ricostruito la filiera, accordandosi con agricoltori alle porte della città, per produrre pane di qualità. E che dire del bookcrossing? Portate con voi i libri che avete amato e lasciateli all'ingresso o allo stand di TdM, e «catturate» nuovi romanzi e saggi. Si può fare lo stesso con i vestiti e i giocattoli: per gli adulti c'è «Il tuo Armadio» (area Critical Fashion), per i bambini «Baby Bazar » (area Monelli ribelli). La moda è da sempre uno dei punti di forza: nello showroom allestito a «Critical Fashion», accessori, bijoux e abiti di giovani emergenti, e una curiosa collezione equo-solidale realizzata con sari indiani. Da Corriere della Sera articolo di Marta Ghezzi
http://www.rinnovabili.it/
AMBIENTE
Un'antica pratica precolombiana per inghiottire l'anidride carbonica La «terra nera» degli indios ci salverà dall'effetto serra? Sperimentata anche in Italia all'Istituto di biometeorologia del CNR con promettenti risultati
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| La terra preta de los indios (www.yesmagazine.org) |
ROMA - Sarà la riproposizione, in chiave moderna, di un'antica tecnica agricola precolombiana a salvare il pianeta dall'effetto serra? L'ipotesi è suggestiva ma non peregrina: ci stanno lavorando in diversi centri di ricerca scientifica in tutto il mondo, compreso l'Istituto di biometeorologia del CNR (Ibimet) di Firenze, dove un'equipe di studiosi coordinata dal dottor Franco Miglietta ha ottenuto già risultati molto incoraggianti.
LA SCOPERTA - Tutto parte dalla scoperta, fatta in Brasile anni fa, che esistono dei terreni caratterizzati da un alto contenuto di materiale carbonioso, fino a 70 volte di più dei suoli circostanti: scaglie scure e friabili, del tutto simili alla carbonella che si adopera per accendere i barbecue. «Sembra che questo carbone sia stato prodotto dalla combustione incompleta di parti vegetali introdotte volontariamente nel terreno dalle popolazioni locali, nel corso di migliaia di anni. Insomma, in alternativa al "taglia e brucia", si praticava il "taglia e carbonifica" a scopo di fertilizzazione», spiega Miglietta. Sennonché, studiandoci sopra e facendo un po' di calcoli, si è scoperto che l'antica pratica agricola, applicata soprattutto dagli indios della regione amazzonica, non solo renderebbe i terreni più fertili ma, se applicata su vasta scala, farebbe quadrare i conti dell'effetto serra, rimuovendo dall'atmosfera una gran parte della CO2 che vi si è accumulata. «E' noto -aggiunge Miglietta- che le piante assorbono CO2 dall'atmosfera, per poi rilasciarla quando terminano il loro ciclo di vita. Invece, interrandole, la CO2 viene trattenuta nel terreno per migliaia di anni e così si possono ridurre le emissioni di questo inquinante nell'atmosfera».
I VANTAGGI - Ribattezzata col nome di biochar, quella che un tempo si chiamava terra preta de los indios (la terra nera degli indio) è diventata oggetto di studi ed esperimenti. All'Ibimet hanno avviato uno specifico progetto, denominato ITABI (Italian Biochar iniziative) nel corso del quale sono state effettuate verifiche sperimentali su alcuni terreni della Toscana, arrivando alla conclusione che aggiungendo 10 tonnellate per ettaro di biochar, si sottraggono all'atmosfera 30 tonnellate di CO2, aumentando nello stesso tempo la produzione di frumento duro del 15%. «Ma, oltre al sequestro della CO2, i vantaggi sono molteplici», sottolinea Miglietta. «Immettere biochar nel terreno significa innanzitutto sbarazzarsi di residui organici di origine agricola o alimentare che oggi vengono bruciati; poi ridurre l'uso di fertilizzanti; e ancora generare energia grazie ai gas che vengono liberati nel corso della carbonizzazione del biochar interrato».
DA DOVE SI OTTIENE - In termini pratici, il biochar può essere ottenuto a partire da numerosi tipi di residui: scarti di potatura e lavorazione del legno, stocchi di mais, paglia, gusci di noce, pula di riso, ma anche da biomasse appositamente coltivate. Il processo di carbonizzazione si realizza accatastando i residui, ricoprendoli di terra e avviando una lenta combustione in assenza di ossigeno, a temperature di poco superiori a 300 gradi, secondo una tecnica di decomposizione termochimica chiamata pirolisi. A conferma dell'interesse della comunità scientifica internazionale, negli ultimi mesi le pubblicazioni relative al biochar si sono moltiplicate e l'argomento è diventato oggetto di confronto nel corso delle conferenze scientifiche sulla mitigazione dell'effetto serra. Secondo alcuni studiosi, la produzione su larga scala del biochar sarebbe molto più economica e vantaggiosa della sequestrazione geologica della CO2 prodotta dagli impianti energetici. (Corriere della Sera)
AMBIENTE /2
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| (Ansa) |
Il bilancio energetico globale non lascia speranze: per alimentare l'economia mondiale fino al 2050, mantenendo i parametri attuali, con i combustibili fossili che coprono l'80,9% dell'energia primaria, servono 856 mila miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio. Ma, tra carbone, petrolio, gas naturale e uranio, il mondo ne ha a disposizione 800 mila. Amara conclusione: se si continua con la crescita dei consumi degli ultimi 30 anni, prima del 2050 tutte le risorse energetiche non rinnovabili attualmente accertate saranno esaurite. Queste le disarmanti premesse del dossier «Cambiamenti climatici, ambiente ed energia: linee guida per una strategia nazionale di mitigazione e adattamento», presentato oggi a Roma dal comitato scientifico del WWF Italia. Un'analisi globale che rappresenta un punto partenza per fare riflettere sull'estrema vulnerabilità del caso Italia e sulla necessità di costruire una efficace strategia energetica nazionale.
BUONE POTENZIALITÀ IN ITALIA - «Nell'anno in cui il mondo si appresta ad approvare un nuovo patto globale per il clima, è più che mai urgente che il governo doti il Paese di un Piano nazionale per l'energia e di un altro per l'adattamento ai cambiamenti climatici che sono già in atto», ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. L'Italia basa le proprie forniture di energia quasi esclusivamente su fonti fossili, hanno ricordato gli esperti del WWF. Proseguendo su questa strada, i consumi energetici cresceranno e, tranne che per una modesta quota di rinnovabili, continueranno a basarsi su fonti importate che, per il progressivo esaurimento e il costante aumento della domanda, saranno sempre più costose. «Al contrario, siamo particolarmente avvantaggiati quanto a fonti rinnovabili, che sono invece sempre più economiche: abbiamo un buon potenziale idroelettrico, foreste e produttività agricola che garantirebbero biomasse di scarto, e siamo tra i Paesi europei più soleggiati».
IL TRICOLORE ENERGETICO - Di qui la ricetta del WWF da attuare entro il 2030: - 50% dei consumi e -50% delle fonti fossili. In compenso, triplicare le fonti rinnovabili, con investimenti iniziali ampiamente ricompensati dalla convenienza a medio termine, per uno scenario complessivo in cui il fabbisogno energetico nazionale sia assicurato per metà da fonti rinnovabili e per l'altra metà dai combustibili fossili. Scenario definito dagli esperti del WWF: «Un vero e proprio "tricolore" energetico per l'Italia: rosso per le fonti convenzionali, verde per le rinnovabili e bianco per l'efficienza da sviluppare». Particolarmente rischiosa, anche sul piano economico, viene giudicata dal WWF la scelta di un ritorno all'energia nucleare: «Fonte che, se si comprendessero anche i futuri costi di smantellamento delle centrali e di gestione finale delle scorie, nonché gli elevati investimenti pubblici già ricevuti (per la ricerca, la gestione della sicurezza esterna e lo sviluppo di infrastrutture), sarebbe già oggi non competitiva. Gli analisti internazionali, per esempio Moody's, prevedono, infatti, che il costo del kWh prodotto sia destinato a raddoppiare entro il 2022, data in cui dovrebbero entrare in funzione le prime centrali italiane ipotizzate dal governo».
AMBIENTE/3
Il Rapporto Legambiente 2009: parco macchine eccessivo, ma a basso tasso di emissioni di co2. Allarme polveri sottili e ossidi di azoto. Eccessivo utilizzo delle discariche
I dati arrivano dal rapporto Ambiente Italia 2009 di Legambiente presentato oggi a Roma dal presidente nazionale dell'associazione Vittorio Cogliati Dezza, dall'esponente della direzione di Ambiente Italia Duccio Bianchi e dal responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani.
La mobilità. E' il "punto dolente", dice il rapporto. Sia gli spostamenti personali che quelli delle merci si svolgono in larga parte su strada, con il trasporto delle merci al 74% del totale. Insignificante la ripresa fatta segnare dal sistema del trasporto pubblico rispetto agli altri Paesi europei. "Il parco veicolare - afferma Legambiente - si mantiene spropositatamente elevato", ma grazie all'efficacia della fiscalità ambientale e quindi all'alta tassazione sui carburanti, l'Italia si conferma con la Francia il Paese col parco auto a minor emissione di anidride carbonica (146 g/km contro una media europea di 158).
L'inquinamento/1. Nel 2007, nel 70% circa dei comuni capoluogo, in almeno una centralina di monitoraggio la media annuale del biossido di azoto ha superato il valore limite (40 microgrammi per metro cubo), mentre nelle grandi città solo in un caso su tredici si ha un valore medio di tutte le centraline inferiore al limite. Nello stesso anno, il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del pm10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma.
L'inquinamento/2. Calano dell'1,7% le emissioni di gas climalteranti. Ma non grazie alle politiche messe in campo - sottolinea Legambiente - quanto piuttosto per il casuale effetto della combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali che determinano minori consumi energetici per usi civili". E comunque, con 570 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente, l'Italia è ancora il terzo paese europeo per emissioni (nel 1990 era quinto) ed è ancora al 17,5% sopra l'obiettivo che dovrà essere raggiunto al 2012.
I rifiuti. Il 54% dei rifiuti urbani viene ancora smaltito in discarica e la produzione nazionale di rifiuti urbani è aumentata del 12% dal 2000 al 2006. Legambiente punta l'indice in particolare contro la politica dei commissariamenti (costata agli italiani circa 1,8 miliardi di euro) e contro la scelta dei termovalorizzatori, che diffonde tra la popolazione l'idea che è meglio bruciare i rifiuti piuttosto che farli diventare una risorsa. Dunque "vi è una preoccupazione crescente per la politica del governo, che rischia di essere controproducente".
La situazione generale. Molti indicatori confermano una realtà difficile per l'Italia, a partire da quelli sociali, con l'aumento della disuguaglianza interna (nel 2000 il 20% della popolazione più ricca guadagnava 4,8 volte quello che guadagnava il 20% più povero, nel 2006 la percentuale è salita al 5,6), il calo degli investimenti in istruzione e cultura, la frequenza scolastica ben sotto la media europea e la distanza con gli altri paesi nella ricerca scientifica.
I rimedi. Attivare un sistema di incentivi e penalizzazioni e ripensare la politica fiscale. E' la ricetta di Legambiente per "intraprendere il green new deal globale da cui l'Italia non può e non deve rimanere esclusa". Bisogna cioè "spostare la tassazione dal lavoro al consumo di risorse preziose come quelle ambientali". Basta dunque "investire in grandi opere e intervenire per consolidare ulteriormente il potere e il monopolio di pochi grandi gruppi industriali".
Le novità positive. Il nostro Paese, secondo Legambiente, è diventato leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio Ecolabel con il 31% sul totale, e grande è stato anche il successo dei sistemi di gestione ambientale con 13.132 siti certificati Iso 14001 nel 2008. Cresce ancora l'agricoltura biologica con 1.150.253 ettari in conversione e convertiti nel 2007, contro i 70.674 del 1994. E picca per riuscita il settore della ricettività diffusa, salito dal 19% del 2000 al 23% del 2007, dei bed and breakfast e degli agriturismi. ( Repubblica)
INNOVAZIONE
In Italia la foglia artificiale - Il Biosolar Lab svilupperà Bio-idrogeno ( Giorgia Carurro : Wired)
Se in natura le foglie riescono a produrre idrogeno semplicemente sfruttando l'energia solare, beh allora potremmo farlo anche noi. E con sempre maggiori probabilità di successo.
Il progetto sul quale ormai molti scienziati in tutto il mondo si stanno sfidando è quello di riprodurre i meccanismi della fotosintesi per generare idrogeno più “economico”da impiegare come biocarburante. Il nemico comune da combattere è il surriscaldamento della crosta terrestre e la risposta italiana si chiama ora Biosolar Lab, un nuovo centro del Politecnico di Torino all'interno del quale si sta sviluppando un particolare dispositivo con cui riprodurre la cosiddetta foglia artificiale.
“Stiamo studiando il sistema sintetico per la produzione di idrogeno a temperatura ambiente mediante fotolisi, replicando in forma più efficiente e intensa il processo che normalmente avviene nelle foglie” spiega Guido Saracco, Professore di Chimica Industriale del Politecnico di Torino e coordinatore del progetto Solhydromics, finanziato dalla UE.
Il cammino verso la produzione di bio-drogeno è già cominciato. A gennaio è partita infatti la prima delle tre fasi del progetto, per i





Qual è l'ospedale migliore? Dove vado a farmi curare? All'angoscia per una diagnosi di tumore, spesso ne segue un'altra, legata alla scelta dei medici e delle strutture più adatte per la terapia, o per l'intervento chirurgico. Scegliere diventa davvero arduo se non si ha una conoscenza diretta degli ospedali, delle loro attrezzature e dello staff. 





